La bioetica �personalista�

   Bioetica "cattolica": un'etichetta rifiutata - 2. Orientamenti contrapposti alla bioetica "laica" - 3. La bioetica "personalista"

Proponiamo alcune precisazioni sulla bioetica �personalista�, riprendendo ampi stralci di un contributo di L. Palazzani (Bio-etiche: teorie filosofiche a confronto, in Dalla Torre G. - Palazzani L. (edd.), La Bioetica. Profili culturali, sociali, politici e giuridici, Edizioni Studium, Roma 1997, pp. 29-59). 

1. Bioetica �cattolica�: un�etichetta rifiutata

In Italia si parla sovente di bioetica �laica� e di bioetica �cattolica�. Si tratta di una distinzione assai sommaria, di cui non pochi auspicano l�abbandono. Le ragioni non mancano.

o        Se la bioetica �laica� � orgogliosa di proclamarsi tale, va ricordato che la bioetica personalista rifiuta l�etichetta di �cattolica� (o �religiosa�). Non perch� tali aggettivi contrastino con i contenuti che essa propone (essendone, invero, complementari), ma perch� tali aggettivi finirebbero per provocare (come di fatto hanno provocato) alcuni fraintendimenti.

o        La bioetica personalista preferisce non essere chiamata �cattolica� o �religiosa� perch� non presuppone dogmaticamente e confessionalmente la fede, non si rivolge solo ai credenti, non si inscrive in un orizzonte teologico, che ragioni �come se Dio fosse�.

o        La bioetica personalista si inserisce nel dibattito bioetico come una bioetica e un�etica anch�essa razionale, pertanto filosofica, dunque aperta a tutti coloro che condividono la consistenza e la coerenza delle argomentazioni e delle giustificazioni del personalismo filosofico.

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2. Orientamenti contrapposti alla bioetica �laica�

L�oggetto polemico della bioetica �laica� era, appunto, quella che si � autodefinita bioetica personalista. Ma, a ben vedere, si sono sviluppate altre riflessioni che, pur su basi teoretiche differenti, sostengono tesi in linea con quanto afferma la bioetica personalista.

La tesi centrale che accomuna gli orientamenti di pensiero contrapposti alla bioetica �laica� condivide un assunto comune: tutti gli esseri umani sono meritevoli di rispetto e di protezione a partire dal concepimento fino all�ultimo istante.

o        Se il diritto � strutturalmente e costitutivamente relazionale, deve garantire ad ogni uomo le condizioni di possibilit� di esistenza e di coesistenza con l�alterit�: in tal senso il diritto non pu� che tutelare la vita umana dal suo inizio al suo termine naturale, considerando ogni essere umano come pari ontologicamentc ad ogni altro, nella simmetria e reciprocit�.

o        Se il diritto � usato per legittimare la rivendicazione della decisione individuale dell�agente o della volont� politica, diviene diritto inautentico, diviene mero strumento tecnico e procedurale, estrinseco e formale sottomesso alla logica volontaristica autoreferenziale del potere (sia esso di un individuo o di un gruppo).

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    3. La bioetica �personalista�

    Gli elementi concettuali che fondano il pensiero personalista in bioetica sono il sostanzialismo e il finalismo. 

    La tesi centrale della bioetica personalista � individuabile nell�affermazione dell�identit� tra persona ed essere umano

    Si tratta di mostrare la verit� dell�affermazione: tutti gli esseri umani sono persone, ossia soggetti morali e soggetti di diritto. Tale tesi � giustificata mediante il richiamo alla sostanzialit� individuale riferita all�umano (in opposizione all�empirismo e al funzionalismo), sostanzialit� che ne costituisce la stessa ragion d�essere e lo stesso fine dell�agire. Per mostrare la sostanzialit� individuale dell�umano (nel senso aristotelico dell�essere un soggetto distinto che sussiste in s� non inerendo ad altro) � sufficiente richiamare la stessa esperienza ordinaria: chiunque afferma che certe qualit� e determinazioni sono �di� qualcuno, indica implicitamente un soggetto (subjectum) determinato (non abbiamo esperienza di qualit� isolate le une dalle altre e dal sostrato cui appartengono). Pertanto le propriet�, le funzioni e le azioni ineriscono alla sostanza individuale che le sostiene, unificandole (sincronicamente) e permanendo (diacronicamente) alla loro mutevolezza: la sostanza � pertanto la condizione (o precondizione) ontologica reale della presenza o dell�esercizio attuale di determinate ca�pacit� o comportamenti. Tale prospettiva mostra la incoerenza della riduzione empiristico-funzionalistica, che riduce il soggetto a fascio di fenomeni: cos� inteso l�uomo si dissolverebbe nella molteplicit� dei caratteri o si risolverebbe nella processualit� degli avvenimenti (annullando la sua stessa identit� nello spazio e nel tempo).

    Se inteso in senso sostanziale individuale, l�essere umano � caratterizzato dalla razionalit� (che lo distingue ontologicamente dagli altri esseri viventi, animali e vegetali), ma �per natura� (in altri termini, per il mero fatto di esistere). In tal senso il possesso della ragione appartiene costitutivamente all�essere dell�uomo a pre�scindere dall�accertamento del raggiungimento di una certa fase di sviluppo (sia questa la formazione della stria primitiva, sia del si�stema nervoso centrale o della corteccia cerebrale) o dalla manifestazione esteriore di certi comportamenti (siano essi la sensitivit�, la razionalit�, l�autocoscienza, l�autonomia).

    La definizione ontologica di persona consente pertanto di applicare il concetto a tutte le fasi della vita umana, dal concepimento alla morte cerebrale totale: l�essere umano �� persona in virt� della sua natura razionale, non �diventa� persona o �cessa� di essere persona in forza del possesso attuale o della perdita di certe propriet�, dell�esercizio effettivo di certe funzioni, del compimento accertabile empiricamente di certe azioni. L�esistenza di un principio ontologico sussistente consente di tematizzare la dimensione della possibilit�, lo scarto tra �essere� e �poter-essere�: se la persona non si esaurisce nei suoi caratteri e nelle sue operazioni, ne consegue che essa permane �al di qua� e �al di l�� della loro manifestazione, costituendone il fondamento della possibilit� (sussistendo anche �prima� della loro completa estrinsecazione o �dopo� la loro regressione, sia essa temporanea che permanente). La potenzialit� � �gi�� presente nello zigote, nell�embrione, nel feto, nel neonato, in quanto, pur non essendo ancora manifestate in atto tutte e al massimo grado le propriet�, sono presenti le condizioni che costituiscono il supporto necessario del processo dinamico ininterrotto che consentir� la formazione compiuta dell�individuo umano; specularmente, la potenzialit� � �ancora� presente nel moribondo, nell�anziano, nel demente, nell�handicappato, nel soggetto in coma, in quanto, bench� le propriet� siano inibite o annullate, permane comunque la possibilit� intrinseca alla natura. Le fasi della vita iniziale (prenatale e postnatale), terminale e marginale sono espressione attuale della vita personale, allo stesso titolo della vita umana normale adulta. Gi� su basi sostanzialiste � possibile superare le difficolt� poste dall�empirismo e dal funzionalismo in merito all�applicabilit� del concetto di persona alla vita umana.

    Ora, l�intelligibilit� dell�essenza dell�uomo (ossia l�essere sostanza individuale di natura razionale) consente di coglierne anche la ragion d�essere e il fine, che coincide con il dovere. Se l�essenza dell�uomo � la tendenza all�attuazione piena di s� (�divenendo ci� che �), ne consegue un dovere di rispettare la vita in ogni sua manifestazione affinch� essa giunga al compimento naturale. La natura stessa, in una prospettiva finalistica, ha una valenza normativa: la vita umana va difesa in quanto espressione di una vita personale, dinamicamente protesa alla piena manifestazione di s�. Tale concezione risulta essere ulteriormente rafforzata nel contesto della prospettiva teologica creazionista d�ispirazione tomista: ma, va precisato, tale riferimento costituisce un argomento ulteriore rispetto all�argomento filosofico sostanzialista.

    Nel contesto del personalismo ontologico i principi proposti in bioetica sono sintetizzabili nei seguenti:

    Ci� porta alla considerazione di illiceit� della sperimentazione non terapeutica su embrioni umani (con la sola liceit� della sperimentazione terapeutica, nel caso in cui non vi fossero altre possibilit�, con il consenso dei genitori, purch� vi siano rischi proporzionati), la illiceit� dell�uso di tecniche di fecondazione artificiale in vitro che producono embrioni sovrannumerari (oltre a determinare una scissione dell�atto procreativo e dell�atto unitivo) e moltiplicano o riducono le figure genitoriali (nel caso della fecondazione eterologa con donatore esterno da parte di una coppia o di single o di donne omosessuali), la liceit� di interventi genetici terapeutici su cellule somatiche, ma non germinali, la illiceit� dell�aborto (anche dopo diagnosi prenatale, detto �aborto preventivo� o �selettivo�), la illiceit� dell�infanticidio, dell�eutanasia (attiva e passiva, con o senza consenso), con la doverosit� di un uso proporzionato di mezzi terapeutici (considerando illecito l�accanimento terapeutico, con la facoltativit� di mezzi straordinari, con alti costi economici e umani, e alti rischi).

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